‘Brokeback Mountain’: dal racconto di Annie Proulx al film di Ang Lee

Dal racconto di Annie Proulx al film di Ang Lee: una riflessione su 'Brokeback Mountain', la profonda storia d'amore omosessuale tra Jack Twist ed Ennis del Mar.

[Avvertiamo che l’articolo contiene spoiler sulla trama e il finale di libro e film]

Alla fine degli anni Novanta Annie Proulx affida alle pagine del «The New Yorker» un racconto intitolato Brokeback Mountain. La storia racconta la relazione sentimentale nata tra le montagne del Wyoming (Brokeback Mountain è comunque una località immaginaria) tra Jack Twist ed Ennis del Mar. L’incontro tra i due avviene nel ’63: Jack ed Ennis non hanno nemmeno vent’anni e vengono assunti come addetto al campo e ‘pecoraio’ a Brokeback. Ed è proprio nella solitudine delle montagne che nasce e si consuma la loro storia d’amore, poiché tutto ‘nasce e finisce lì’. Finita l’esperienza a Brokeback, Ennis e Jack prendono strade diverse: si incontrano di nuovo a distanza di quattro anni, entrambi già sposati e con figli (Jack, nel frattempo, si è trasferito in Texas). Tra i due riesplode la passione, ma mentre Jack tenta di convincere Ennis ad abbandonare tutto per vivere insieme, quest’ultimo è reticente, a causa dell’amara consapevolezza delle conseguenze a cui due omosessuali andrebbero incontro nella realtà rurale di quegli anni.

Illustrazione di Rebekka Dunlap per 'Brokeback Mountain' di Annie Proulx sul The New Yorker
Illustrazione di Rebekka Dunlap per ‘Brokeback Mountain’ di Annie Proulx sul «The New Yorker»

Qualche anno dopo l’uscita americana, Baldini Castoldi Dalai pubblica in Italia il racconto in forma di romanzo breve (col titolo Gente del Wyoming) e lo ripropone qualche anno dopo (I segreti di Brokeback Mountain), in occasione dell’uscita dello splendido adattamento di Ang Lee, con protagonisti Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, i quali ottennero, grazie ai rispettivi ruoli, la definitiva consacrazione in ambito cinematografico. L’aspetto eccezionale del testo della Proulx è la sua assoluta capacità di concentrare in pochissime pagine tutta la storia d’amore dei suoi personaggi, riassumendone alla perfezione i tratti salienti e la disperazione per questo sentimento impossibile. Rispetto al romanzo, nel film il personaggio di Jack Twist viene maggiormente approfondito, soprattutto per quanto riguarda la sfera privata (il suo matrimonio, il rapporto col suocero); per quanto riguarda Ennis del Mar, invece, nell’opera della Proulx è praticamente assente il rapporto con le figlie, soprattutto con Alma Jr., la quale è invece molto presente nel film, sia nel corso della storia che in chiusura, quando annuncia al padre il suo imminente matrimonio con un operaio.

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Per il resto, i personaggi sono esattamente quelli che abbiamo conosciuto e amato sul grande schermo, con l’unica differenza che riguarda l’aspetto esteriore (i corrispettivi letterari sono sicuramente meno attraenti dei caratteri filmici: per esempio, Jack è basso, un po’ pesante sui fianchi e con gli incisivi sporgenti). Jack Twist è un ragazzo allegro, solare e dalla battuta pronta, l’unico pronto a correre il rischio di una relazione omosessuale alla luce del sole. Ennis del Mar non è stato l’unico uomo con cui ha avuto dei rapporti sessuali, ma è sicuramente l’unico per cui prova un sentimento profondo e autentico (nel libro la disperata (e ormai cult) citazione ‘I wish I knew how to quit you’ è stata tradotta ‘Vorrei riuscire a mollarti’, quando Jack si rende conto che l’amante non sarà mai pronto a dargli ciò che lui realmente desidera). Da parte sua, Ennis del Mar vive con profonda sofferenza la separazione da Jack, ma, da uomo pratico, comprende che ‘se non la puoi risolvere devi prenderla com’è’, accettando quindi una storia a metà, racchiusa in un paio di incontri all’anno, in luoghi freddi e inospitali, così simili a Brokeback Mountain.

Ennis nega la sua natura (da alcuni critici è stato definito bisessuale, anche se l’insoddisfazione del protagonista con le donne – e le continue pratiche di sesso anale con la moglie -, ben ritratta nel film di Lee, pare non confermare tale ipotesi), ma non può impedire che a notarla siano gli altri, in particolare la moglie Alma, la quale chiede il divorzio proprio dopo aver assistito a un bacio appassionato tra il marito e Jack. Alma rappresenta simbolicamente la mentalità bigotta e conservatrice della provincia americana, incapace di accettare l’omosessualità e, trattandola al pari di un reato, ben disposta a ‘farsi giustizia da sé’.

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Alla fine, Brokeback Mountain diventa nel libro e nel film il luogo magico dove questo amore nasce, si consuma e muore. Tutto ciò che Jack ed Ennis sono stati insieme è racchiuso in quell’estate del ’63: se è chiaro che nella mente di Ennis è rimasta impressa l’immagine di quei giorni lontani, che negli anni egli tenta di rivivere nei brevi incontri con Jack, quest’ultimo pare più proiettato verso il futuro, incapace di accontentarsi di ‘un paio di scopate ad alta quota un paio di volte all’anno’. Nel corso del loro ultimo incontro, Jack sta già intrattenendo una relazione con un altro uomo, dopo vent’anni trascorsi nell’illusione di una vita con Ennis (che, comunque, non riesce ad allontanare da sé; addirittura nasce una violenta discussione, in quanto Ennis ha deciso di cancellare un rendez-vous previsto per il mese di agosto): vent’anni di passione, ma anche di delusioni e amarezze, per il tempo insieme che non è mai abbastanza, che si nutre di ricordi e di fantasmi. E c’è un ricordo nella mente di Jack che per vent’anni gli ha impedito di prendere le distanze da Ennis, da quell’uomo così importante e radicato nel suo cuore:

Quel che Jack ricordava e rimpiangeva con un’intensità che non poteva soffocare né capire era la volta che, in quella lontana estate sulla Brokeback, Ennis gli era andato alle spalle attirandolo a sé, il silenzioso abbraccio che placava una sete condivisa e asessuata. Erano rimasti così per un pezzo, davanti al fuoco, le fiamme che lanciavano sprazzi rossastri di luce e l’ombra dei loro corpi che era un’unica colonna sulla roccia […]. In seguito, quell’assonnato abbraccio si era solidificato nella sua memoria come l’unico momento di autentica, incantata felicità nelle loro separate e difficili esistenze […]. E forse, pensava, non erano mai andati più in là di quello.

Il simbolo finale di quell’amore rimangono le due camicie che Jack Twist ha conservato per tutta la vita, una dentro all’altra, in un abbraccio che niente e nessuno potrà mai sciogliere. Se poi cercate tra le pagine del libro il significato di quel ‘lo giuro’ pronunciato in chiusura del film da Ennis del Mar, sappiate che non lo troverete (o, almeno, non troverete risposte univoche): il tutto resta in sospeso, perché ‘Jack non gli aveva mai chiesto giuramenti e lui stesso non era tipo da giurare’. Ci chiediamo se Ennis del Mar riuscirà a portare le ceneri di Jack Twist a Brokeback Mountain (nonostante il padre di Jack abbia già deciso di non separarsi dai resti del figlio), per evitare che riposino in uno squallido cimitero, in quella ‘malinconica pianura’ accanto alla casa dei genitori. Ci chiediamo se, come sospetta Ennis, Jack Twist sia stato davvero ucciso poiché omosessuale e ci chiediamo se l’episodio che ha realmente coinvolto lo sfortunato Matthew Wayne Shepard non abbia in qualche modo ispirato la storia di Annie Proulx: una tragedia, quella di Shepard, che ha avuto luogo proprio nel Wyoming di Ennis e Jack, nello stesso clima ristretto e omofobo, che uccide e mortifica la felicità.

[A questo link potete leggere il racconto Brokeback Mountain di Annie Proulx sul «The New Yorker»].

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».