“French connection”, la mafia a Marsiglia raccontata da Jimenez

Tv8 propone in prima serata 'French connection' di Cédric Jimenez, incentrato sul traffico di eroina tra Francia e Stati Uniti.

Il titolo richiama la Pizza connection, ovvero un’indagine sul traffico di droga, condotta tra il ’79 e l’84 (è anche il titolo di un famoso film di Damiano Damiani dell’85). French connection, invece, ha luogo nella Marsiglia degli anni Settanta, crocevia del traffico di eroina. Da una parte troviamo Pierre Michel, il Giovanni Falcone francese, dall’altra il boss Gaëtan Zampa.

La pellicola di Cédric Jimenez, proposta questa sera da TV8, è basata sulla storia vera del giudice ucciso nell’ottobre dell’81, il quale aveva intrattenuto rapporti professionali proprio con Falcone, poiché si erano scoperti legami tra la mafia di Marsiglia e la ‘ndrangheta calabrese e Cosa nostra (pochi giorni prima del suo omicidio, Michel aveva accolto in città tre colleghi di Palermo; inoltre, ne La Malapianta, Nicola Gratteri – oggi procuratore della Repubblica di Catanzaro e, in passato, magistrato in prima fila nella lotta alla ‘ndrangheta – e Antonio Nicaso hanno ben illustrato i legami esistenti tra le mafie nostrane e quelle d’oltralpe).

Il lungometraggio è incentrato sul traffico di eroina tra Francia e Stati Uniti, coordinato da Zampa, il quale vive sui proventi di quell’attività illecita ed è a capo di una spietata organizzazione criminale. A Michel è stato assegnato il compito di distruggerla, anche perché la corruzione ha ormai preso piede all’interno delle istituzioni e delle stesse forze di polizia. «Il destino del giudice Michel è assolutamente tragico. Ma, soprattutto, insieme a Audrey Diwan, la mia co-sceneggiatrice, ci siamo resi conto da subito che sia il giudice Michel sia Zampa, dal momento in cui si incontrano, si trascineranno insieme verso la morte senza che uno dei due uccida l’altro. Noi abbiamo lavorato moltissimo su questo meccanismo del destino che si percepisce chiaramente dalle esistenze di queste due persone. Il film parla di due uomini e non di ‘archetipi’ come spesso avviene nel genere polar [neologismo francese nato dalla fusione dei termini “policier” e “noir”, NdR]», ha raccontato il regista qualche anno fa all’ANSA.

Di seguito, il trailer:

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».