Il magico mondo di Xavier (Dolan). Aspettando ‘la fine del mondo’.

Piccolo viaggio nel 'magico mondo' di Xavier Dolan, prima dell'uscita nelle sale di 'È solo la fine del mondo'.

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Xavier Dolan è un autentico ‘raggio di sole’, capace di illuminare il mio personalissimo mondo cinematografico, negli ultimi tempi, ahimè, un po’ grigio e spento. Ho specificato ‘personalissimo’ perché tutti coltiviamo un nostro piccolo mondo fatto di pellicole, canzoni o libri che abbiamo adorato, che ci hanno cambiati, sconvolti, formati, che ogni tanto recuperiamo dai cassetti della nostra memoria e che richiamano particolari momenti della nostra vita.

Cinematograficamente parlando, collego i miei vent’anni a Gus Van Sant (My own private Idaho è spettacolare, Mike Waters indimenticabile), i venticinque a Nicolas Winding Refn e, a questo punto, i trenta a Xavier Dolan (e, in mezzo, tanta altra bellissima gente, che non sto qui a elencare tutta). Il perché non lo so (cosa hanno in comune Winding Refn e Dolan? Risposta: niente), so solo che, alle volte, hai bisogno di certe storie e quelle arrivano, all’improvviso, e ti stravolgono e non sai nemmeno il perché. Perché quelle storie e non altre, perché quel modo specifico di raccontarle, perché certe facce e certi nomi, perché certi registi e certi attori: per dire, il trentenne Kim Bodnia di Pusher è stato per anni – un pochettino lo è ancora – la cosa più bella che potesse capitarmi sullo schermo, quando ancora oggi qualcuno mi chiede ‘Ma chi è?’ e altri ‘Ma perché?’. Invece, in me è indelebile il ricordo del cinico e disperato spacciatore di Copenaghen, e di quel film che avrò rivisto all’incirca una trentina di volte.

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Allo stesso modo, fra dieci anni ricorderò ancora il mio primo ‘incontro’ col cinema di Dolan, l’impatto emotivo ed estetico dei suoi lavori sulla mia sensibilità, la netta sensazione di trovarmi di fronte a un talento indiscutibile che, speriamo, ci regalerà ancora tanti momenti di ottimo cinema (sia alla regia che alla recitazione, perché, personalmente, io spero di rivedere presto sugli schermi anche il Dolan-attore). Di seguito trovate tutte le recensioni ai suoi film, ricordandovi soprattutto che fra una settimana sarà nelle sale È solo la fine del mondo, l’ultima ‘fatica’ di questo regista canadese. Il consiglio è quello di recuperare queste pellicole (se poi siete di/a Milano, il Beltrade il 6 dicembre propone una ‘maratona dolaniana’) e di immergervi nel magico mondo di Xavier, a cui auguriamo: Ad maiora, monsieur Dolan!

⇒J’ai tué ma mère (2009)
⇒Les amours imaginaires (2010)
⇒Laurence anyways (2012)
⇒Tom à la ferme (2013)
⇒Mommy (2014)

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».