John Huston – L’onore dei Prizzi

VOTO 7.5
Brillante commedia degli anni 80, "L'onore dei Prizzi" racconta il mondo mafioso con toni più lievi rispetto alle pellicole di Francis Ford Coppola.

Nel 2010, il Torino Film Festival ha dedicato una retrospettiva a John Huston: una cinquantina di titoli in programma, le sceneggiature, le interpretazioni e i documentari di un artista particolare e prolifico, a partire dal suo esordio alla regia, nel ’41, con Il mistero del falco, fino a The dead dell’87 (qui la nostra recensione), trasposizione di uno dei racconti di Gente di Dublino di James Joyce, con la figlia Anjelica nei panni di Gretta. Il titolo del film risultò abbastanza profetico, dal momento che Huston morì quell’anno, prima della presentazione della pellicola alla Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia.

La sua penultima fatica, invece, fu L’onore dei Prizzi, una commedia grottesca in stile Il padrino, che si apre con il matrimonio di Teresa Prizzi, appartenente a una famiglia di mafiosi con a capo Don Corrado. All’evento si incontrano Charlie Partanna, sicario al servizio di Don Corrado, e Irene Walker, killer che si spaccia per una consulente finanziaria. La donna è la moglie di un certo Marxy Heller, ideatore di una truffa ai danni della famiglia Prizzi al casinò di Las Vegas. Charlie è costretto a eliminare Marxy per ordine di Dominic, figlio di Don Corrado, ma questo non gli impedisce di innamorarsi di Irene e di sposarla. Non è un matrimonio facile, anche per gelosia di Maerose Prizzi, ex fidanzata di Charlie.

Jack Nicholson , Kathleen Turner Directed by John Huston

Da un romanzo di Richard Condon – autore della sceneggiatura del film insieme a Janet Roach -, L’onore dei Prizzi è un ritratto del mondo mafioso e delle sue leggi spietate, descritti in modo più lieve rispetto ai film di Coppola. È forse proprio questo a distinguere L’onore dei Prizzi da altre pellicole sullo stesso argomento: la commedia che alleggerisce il dramma, le vicende tragiche presentate con ironia e brio. Da una parte c’è uno straordinario Jack Nicholson, fedele alla famiglia putativa e alle sue regole, che prevedono il rispetto del padrino e del codice d’onore interno al clan; dall’altra, l’accoppiata femminile Kathleen Turner (splendida femme fatale prima dei problemi d’alcolismo che ne hanno decretato il decadimento fisico e artistico) e Anjelica Huston, affascinante e vendicativa (per la sua interpretazione, la Huston vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista). Un cast di attori eccellenti, per un film dal finale imprevedibile: una tipica commedia americana degli anni Ottanta, che ci spinge a leggere fra le righe, cercando spunti di riflessione su argomenti importanti senza perdere il sorriso.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».