Michael Haneke – La pianista

VOTO 8.5
"La pianista" è una storia di autoerotismo e autolesionismo, entrambi finalizzati al raggiungimento di un piacere malato.

Chi ha amato l’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek (pubblicato in Italia da Einaudi, con la traduzione di Rossana Sarchielli), amerà anche La pianista di Michael HanekeIsabelle Huppert interpreta Erika Kohut, una bravissima insegnante di pianoforte, che nasconde un oscuro segreto.

pianista

Infatti, Erika vive ancora con la madre (Annie Girardot) e conduce un’esistenza rigida e impeccabile; tuttavia, è tormentata da perversioni sadomasochistiche, causate da una sessualità a lungo repressa, che la spinge, tra l’altro, a maltrattare i suoi allievi tramite insulti e gesti a dir poco criminali (citiamo l’episodio dei cocci di vetro in tasca a una sua allieva che, ferendosi le mani, compromette del tutto la sua carriera artistica). Un giorno, Erika conosce Walter (Benoît Magimel), uno studente di ingegneria, che è anche un talentuoso pianista. La donna inizia a provare per il ragazzo una vera e propria ossessione: da parte sua, Walter è attratto da Erika, ma la donna pone nella loro relazione delle condizioni perverse. Walter tenta di instaurare con lei una normale storia, ma la donna oppone resistenza, finché la rabbia del giovane esplode. L’epilogo è segnato da un ultimo, disperato gesto di Erika (il carnefice che diventa vittima), che racchiude in sé tutta la sua follia.

Schiacciata dal peso di una madre opprimente, Erika sfoga la sua frustrazione sugli incolpevoli studenti e su Walter, un giovane che potrebbe significare per lei qualcosa di bello e nuovo. Purtroppo, la protagonista di questo dramma è già irrimediabilmente perduta: Haneke racconta la parabola distruttiva di Erika evidenziando il senso di instabilità che si nasconde dietro alla facciata di finto perbenismo borghese che la Hupper sa magistralmente mettere in scena. Ogni inquadratura racconta una storia di autoerotismo e autolesionismo (emblematica la scena in cui Erika si taglia nelle parti intime dentro la vasca da bagno), entrambi finalizzati al raggiungimento di un piacere malato. Il finale non risparmia l’ennesimo capitolo di una storia privata angosciante, evidenziando in pochi gesti la solitudine di un’anima triste e frustrata da tempo, troppo persa nella sua psicopatologia (della quale avrà un amaro assaggio e proprio dal suo giovane allievo) per riuscire a essere altro da sé stessa.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».