Miloš Forman – Amadeus

VOTO 8.0
"Amadeus" è una riflessione sul contrasto genio-mediocrità. Citando Salieri: «Intercedo per tutti i mediocri del mondo, io ne sono il campione e anche il santo patrono».

Il soggetto di Amadeus di Miloš Forman è tratto dall’omonima opera teatrale di Peter Shaffer, ispirata alle vite del compositore Wolfgang Amadeus Mozart e del collega Antonio Salieri. Si dice che Salieri fosse invidioso dell’enorme talento di Mozart, tesi avvalorata da Mozart e Salieri di Aleksandr Sergeevič Puškin: nello scritto, datato 1830 e messo in musica nel 1898 da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, Salieri accusa Dio di non ricompensare la sua dedizione all’arte, la sua sobrietà e l’attitudine alla preghiera con la genialità assoluta che, invece, appartiene al vizioso e pigro Mozart.

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Anche nel suo film Forman sottolinea la profonda diversità tra i due protagonisti: Mozart, “terreno” nello stile di vita eppure tanto vicino al Cielo con la sua musica, viene contattato da uno sconosciuto che indossa un costume nero molto simile a una maschera carnevalesca veneziana, che gli commissiona una Messa di Requiem. L’oscuro individuo altri non è che Salieri, intenzionato a eliminare il rivale una volta per tutte, per poi attribuirsi la paternità dell’opera. La pièce di Shaffer e il film di Forman seguono questa traccia, anche se è noto che i fatti citati sono storicamente non veri. L’avvelenamento di Mozart è solo una delle tante ipotesi sulla sua morte (è molto più probabile che sia deceduto per una nefrite), sostenuta con forza dalla moglie Constanze, autrice, insieme al secondo marito, di una biografia non del tutto attendibile sul musicista austriaco.

Amadeus è una riflessione sul contrasto genio-mediocrità (citando Salieri: «Intercedo per tutti i mediocri del mondo, io ne sono il campione e anche il santo patrono»), che certamente fa storcere il naso agli ammiratori di Mozart per le numerose imprecisioni, soprattutto quelle relative alla genesi della sua ultima composizione. Ma, in fondo, Amadeus è soprattutto una semplice (e davvero ottima) rilettura del personaggio – interpretato da uno strepitoso Tom Hulce -, visto con gli occhi dell’antagonista Salieri (F. Murray Abraham), che a sua volta viene ritratto in modo impietoso: la pellicola suggerisce senz’altro un approfondimento individuale della figura di Mozart (oltre che la riscoperta del genere classico di cui egli è uno dei massimi esponenti), colui che secondo Nietzsche ha incarnato il classicismo dello spirito apollineo in musica, in contrapposizione al successivo Wagner, simbolo del romantico spirito dionisiaco.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».