Sofia Coppola – Bling ring

VOTO 5.0
La noia è la protagonista di Bling ring, il nuovo film di Sofia Coppola. La stessa noia che è motore delle azioni dei protagonisti, una banda di giovani borghesi dediti a svaligiare le case delle celebrità, e che inevitabilmente si impossessa ...

La noia è la protagonista di Bling ring, il nuovo film di Sofia Coppola. La stessa noia che è motore delle azioni dei protagonisti, una banda di giovani borghesi dediti a svaligiare le case delle celebrità, e che inevitabilmente si impossessa anche degli spettatori. A partire da un reale fatto di cronaca, la Coppola ha costruito un film monotono, privo di mordente, vuoto come quelle vite che riempiono lo schermo; non per chissà che cifra autoriale (ancora una volta: la Coppola non è Van Sant), ma semplicemente perché incapace di creare vera tensione.

Al pari di Somewhere, premiato addirittura con il Leone d’Oro (uno dei verdetti più contestati degli ultimi anni), il racconto di Bling ring (che pure ha più ritmo) si sviluppa in modo piuttosto scialbo, animato da personaggi tutt’altro che memorabili. Anche la morale è schematica: è colpa di questa società ossessionata dall’apparire, dell’inadeguatezza delle famiglie, se i protagonisti rubano. Il web, ovviamente, è il complice perfetto: meglio del vecchio “palo” in carne ed ossa, la rete rivela alla banda dove si troveranno in un certo giorno ad una data ora i vari Paris Hilton, Orlando Bloom, Lindsay Lohan, tutti prontamente svaligiati. Il desiderio di emulazione, il conforto dell’omologazione (rubare gli occhiali e le scarpe dei vip per essere come loro), sconfinano nell’incoscienza totale: arrestata, Rebecca, il “capo”, non è tanto preoccupata delle conseguenze (che – per la cronaca – saranno lievi), quanto piuttosto di sapere cosa abbia detto della faccenda “Lindsay” (Lohan).

Quello di Bling ring è un mondo nel quale niente è più vero dello scintillio delle paillettes o della superficie patinata di una copertina. Lo showbiz è un colossale parco giochi, e tutti sono bambini: la colpa è dunque impossibile, ed ecco perché Rebecca e compari non ne sono consapevoli. La Coppola, se in passato ha evitato di giudicare i suoi antieroi immaturi, stavolta il dito lo punta, ma se la cava con poco, una ramanzina che spreca il potenziale satirico della pellicola. Non l’aiutano neppure gli attori, tanto i più o meno esordienti (Israel Broussard, la Chang, Taissa Farmiga e Claire Julien) che l’ormai navigata Emma Watson: Bling ring è un film effimero, che forse dice più sull’autrice (l’ingombrante ombra del padre-vip Francis Ford) che su quel mondo che pretende di passare ai raggi x.

Marco Loprete
L'autore

Copywriter, social media manager, web editor, lanciatore di coltelli.