William Friedkin – Vivere e morire a Los Angeles

VOTO 9
"Vivere e morire a Los Angeles" è uno dei titoli più riusciti di tutta la produzione di Friedkin e anche uno dei migliori polizieschi finora realizzati al cinema.

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«Whatever it takes». È questa la promessa che fa a se stesso l’agente federale Richard Chance, dopo che il suo collega e amico è stato ucciso da un falsario. Con tutti i mezzi possibili e necessari, anche quelli non previsti dalla legge. Per vendicare Jim Hart, Chance è pronto a tutto, anche a coinvolgere un altro collega, John Vukovich, in un folle piano dagli esiti tragici.

Quando si parla di William Friedkin si pensa subito all’Esorcista, e solo in seguito si richiamano splendidi capolavori come Cruising con Al Pacino o come questo Vivere e morire a Los Angeles, film con un cast eccezionale, composto da dei giovanissimi William Petersen, Willem Dafoe, John Pankow e John Turturro. Per la verità, dopo il sopra citato Cruising l’ispirazione artistica di Friedkin sembrava un po’ diminuita: l’eccezione fu rappresentata proprio da questa strepitosa pellicola realizzata nell’85, tratta da un libro di  Gerald Petievich, in cui il regista regala agli spettatori un’immagine inedita e particolarmente cruda di Los Angeles, resa tale soprattutto grazie a due elementi, la fotografia di Robby Müller e le musiche dei Wang Chung.

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Il lavoro di Friedkin è pressoché impeccabile. Funziona tutto alla perfezione, dalla storia narrata, alla costruzione dei personaggi (in particolare quelli di Petersen e Dafoe), alle scene d’azione che sorreggono il ritmo del film (strepitosa la sequenza dell’inseguimento di Chance e Vukovich, i quali si ritrovano a percorrere contromano una trafficata strada losangelina) e alcuni passaggi che costituiscono delle vere e proprie chicche cinematografiche (come la rappresentazione dettagliata delle varie fasi di produzione delle banconote false, realizzate da Rick Masters all’inizio del film, poco prima dell’omicidio di Hart).

Vivere e morire a Los Angeles è uno dei titoli più riusciti di tutta la produzione di Friedkin e anche uno dei migliori polizieschi finora realizzati al cinema. Da qualche tempo si parla di una serie televisiva dal film, scritta e diretta dallo stesso Friedkin, un progetto particolarmente interessante proprio perché al regista verrà affidato il compito di ricreare, trent’anni dopo, le atmosfere di una Los Angeles terra di sogni e opportunità, ma anche capace di distruggere un uomo e tutto ciò in cui crede. Una città che diventa claustrofobica e asfissiante, che schiaccia, contamina e uccide tutti coloro che camminano sotto il suo cielo: non c’è spazio per i buoni sentimenti a Los Angeles, nemmeno da parte di quei rappresentanti della legge che, di norma, dovrebbero essere dalla parte del Bene. Ma anche il confine tra Bene e Male si confonde e, alla fine dei giochi, ognuno paga per le proprie colpe.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».