Xavier Dolan – Les amours imaginaires

VOTO 7
'Les amours imaginaires' è un film di discreta qualità, che mette in luce l’indubbio talento di un Dolan ancora alle prime armi, ma con tutte le carte in regola per diventare uno dei registi internazionali più interessanti degli ultimi tempi.

Giunto alla sua seconda prova da regista, Xavier Dolan si cimenta con il triangolo amoroso, composto da Francis, Marie e Nicholas. I primi due sono amici da tempo, mentre il terzo è un bel giovane appena giunto a Montréal dalla campagna. Va da sé che Francis e Marie faranno di tutto per conquistare l’oggetto del loro desiderio, compromettendo gli equilibri interni alla loro storica amicizia.

Dunque, in definitiva Les amours imaginaires parla di un tema non nuovo ma, nel contempo, sempre in continua evoluzione: l’amore. Perché tutti gli amori sono diversi e ciascuno esprime i propri sentimenti in maniera unica e personale. È interessante, quindi, seguire la coppia Francis/Marie in questo viaggio, tenendo ben presente che questo è il secondo film di una trilogia definita degli ‘amori impossibili’, iniziata con J’ai tué ma mère (il terzo capitolo è Laurence anyways). È probabile, perciò, che l’oggetto del desiderio per qualcuno rimanga tale, senza che esso si trasformi in un amore concreto da vivere alla luce del sole.

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La sceneggiatura de Les amours imaginaires non presenta particolari colpi di scena, anzi, risulta abbastanza lineare. Tuttavia, Dolan si dimostra ancora una volta capace di regalare inquadrature studiate in ogni singolo dettaglio, arricchite da musiche ben inserite nel contesto filmico; inoltre, spiccano le interpretazioni dello stesso Dolan e della collega Monia Chokri, impegnati in una sfida che ha il suo culmine in una vera e propria scazzottata in campagna, su un tappeto di foglie autunnali.

In Les amours imaginaires ci sembra di leggere ancora gli echi di J’ai tué ma mère, semi-autobiografico per ammissione dello stesso Dolan. Nella sua seconda prova dietro la macchina da presa, Dolan non si discosta più di tanto dai turbamenti intimi di un giovane omosessuale, mentre il vero salto di qualità – anche a livello di sceneggiatura – avverrà con Laurence anyways, la storia della difficile ‘trasformazione’ in donna di un apprezzato professore. Tuttavia, Les amours imaginaires rimane un film di discreta qualità, che mette in luce l’indubbio talento di un Dolan ancora alle prime armi, ma con tutte le carte in regola per diventare uno dei registi internazionali più interessanti degli ultimi tempi.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».